Analisi descrittiva del Tritest in un campione di pazienti rappresentativo della popolazione generale

Materiali e Metodi

Questo studio, a carattere retrospettivo, si basa sui dati relativi agli ultimi quattro anni ottenuti da 1.185 gravide che hanno fatto richiesta, su prescrizione dei ginecologi curanti, del calcolo del rischio di sindrome di Down mediante tri-test ed i cui dosaggi ormonali sono stati eseguiti ed elaborati presso il laboratorio del Poliambulatorio DataMedica Padova.
Solamente una parte dei prelievi sanguigni è stata effettuata direttamente presso i locali del poliambulatorio stesso, mentre la rimanente parte è derivata dai cosiddetti “service”, ossia prelievi eseguiti in altre sedi e inviati per i dosaggi ormonali ed il calcolo del rischio. Momento importante, e condizione fondamentale, è comunque la compilazione di un preciso questionario, volto ad identificare l’eventuale presenza di fattori significativi nell’elaborazione della probabilità di rischio. Venivano precisate l’età ed il peso della paziente, valutati al momento del prelievo; la razza; l’eventuale presenza di diabete IDDM e di abitudine al fumo in gravidanza, considerando significative almeno 5 sigarette/die. Il fattore più importante, nel calcolo del rischio, è l’epoca gestazionale mediante valutazione ecografica.
L’età delle pazienti che hanno eseguito il test presso il nostro centro è compresa tra 16 e 43 anni, con una media di 30 anni
L’età gestazionale in cui è stato eseguito il prelievo varia tra la 15^ e la 20^, anche se il maggior numero di prelievi è stato effettuato a 15, 16 e 17 SG: queste sono infatti le settimane in cui è preferibile eseguire il prelievo (ottimale alla 16^) poichè le curve delle mediane di riferimento dei tre analiti  sono più affidabili perchè costruite su una casistica più ampia.
Il campione sanguigno è stato conservato a temperatura ambiente, in provette senza additivi. E’ stato quindi centrifugato per 10 min. a 3000 rpm, sempre a temperatura ambiente, e la successiva determinazione delle concentrazioni sieriche dei tre analiti eseguita mediante dosaggio immunoenzimatico, utilizzando i kit della Serono SR1.
Dopo la determinazione delle concentrazioni dei tre analiti, i valori sono stati confrontati con le mediane di riferimento della corrispondente epoca gestazionale ed espressi in multipli della mediana (MoM). Il valore MoM è stato corretto se il peso materno era diverso da 63 kg, in caso di razza non europea o di fumo abituale. Quindi, tenendo sempre conto dell’età materna, è stato poi calcolato il rischio individuale di avere un feto affetto dalla sindrome di Down: la determinazione dell’indice di rischio si è  avvalsa del software dermalogdella Ditta BioChem Immuno Systems. Tale rischio è stato considerato “alto” quando superiore a 1:250. Altri Autori hanno utilizzato il limite di 1:350 per definire il rischio elevato. Questi cut-off sono stati scelti perchè corrispondono al rischio di una donna di 35 anni di essere portatrice al secondo trimestre (1:250) o di partorire (1:350) un bimbo con sindrome di Down. Il limite di 1:250 permette di identificare il 94,4% dei feti affetti. E’ stato poi definito, seppur arbitrariamente, “rischio intermedio” quando inferiore a 1:250 ma superiore a 1:1000; infine, “basso” quando inferiore a 1:1000. Il limite inferiore deriva dalla considerazione che l’incidenza della malattia in questione nella popolazione generale risulta pari a 1:700: quando il rischio risulta più basso di questo, la paziente in esame viene considerata a basso rischio; per maggior “sicurezza” tale limite è stato ampliato a 1:1000.
La scelta di eseguire l’eventuale successiva amniocentesi è stata decisa dalla coppia, unitamente al ginecologo curante. E' chiesto di inviare al Centro una scheda compilata con la descrizione dell’esito della gravidanza e dell’eventuale amniocentesi eseguita. Purtroppo solamente una minima parte ha risposto restituendo la suddetta scheda (1,5% circa); nella rimanente parte dei casi si è cercato di contattare telefonicamente la coppia, chiedendo informazioni sull’esito della gravidanza e sull’eventuale amniocentesi eseguita. Purtroppo non è stato possibile contattare tutte le coppie in questione per mancanza del recapito telefonico o per modificazione dello stesso. In definitiva, siamo riusciti ad ottenere gli esiti di 656 test su 1185.
Completata la raccolta dei dati, è stato costruito un database includendo: numero di riferimento di ciascuna paziente, cognome, nome, età, settimana gestazionale al prelievo (confermata ecograficamente), data dell’ultima mestruazione, peso, razza, presenza di diabete, fumo, data del prelievo, concentrazioni di  a-FP, uE3 ed hCG espresse dapprima in valore assoluto poi come MoM, rischio calcolato di sindrome di Down, eventuale amniocentesi, neonato sano o meno.
Mediante un programma di elaborazione statistica non parametrica, si è poi valutata la possibilità di elaborare i dati raccolti.