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Interventi
Domande e Risposte
Intervento della Dr.ssa A. Pellizzari
- Le terapie efficaci per i micoplasmi urogenitali (M. hominis e U. urealyticum) sono specifiche o rientrano nelle comuni terapie antiflogistiche?
- Sono note recidive dopo assunzione di terapie specifiche per i micoplasmi?
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Risposta della Dr.ssa E. Verderosa
Gli antibiotici sensibili e più frequentemente usati per i micoplasmi urogenitali comprendono i derivati delle tetracicline, la doxiciclina, i macrolidi (eritromicina e azitromicina), la ciprofloxacina e la minociclina. La terapia è sistemica per 7-10 giorni ed è consigliato il trattamento concomitante del partner sessuale. Nonostante la sensibilità all’antibiogramma però, sia per il riscontro di ceppi resistenti che per vari motivi non tutti ben noti, spesso si ha la persistenza o la recidiva di questi microrganismi.
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Intervento del Dr. A. Reveane
Questo tipo di infezioni genitali debbono essere trattate in gravidanza? Quale sono i rischi materni e neonatali se queste infezioni non vengono trattate in pazienti gravide?
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Risposta della Dr.ssa E. Verderosa
E' consigliabile trattare le infezioni da Mycoplasma in gravidanza poichè la presenza di questi microorganismi nell'apparato genitale della donna è stata associata statisticamente con la rottura delle membrane, parti pretermine, endometriti puerperali, infezioni neonatali, ritardato accrescimento del feto.
La terapia si basa sull'uso dell'eritromicina che non comporta rischi di danneggiamento fetale.
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Intervento della Sig.ra A. Manca
sono circa 2 anni che faccio a distanza di 6 mesi circa il tampone vaginale
e nonostante le cure e le attenzioni il risultato sull'Ureaplasma
Urealyticum risulta positivo. Vorrei avere maggiori informazioni circa il
contagio e la prevenzione.
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Premessa:
ringraziamo la Signora per la sua partecipazione. Nonostante questo
Congresso di Ginecologia sia nato come strumento di aggiornamento
professionale per medici, riteniamo utile a fini informativi pubblicare
questo intervento e la relativa risposta.
Risposta della Dr.ssa E. Verderosa
E' noto che i micoplasmi possono far parte della flora vaginale normale: in
alcune condizioni la carica batterica aumenta e i micoplasmi diventano
responsabili dell'infezione genitale. Nonostante la sensibilità però
all'antibiogramma, spesso si verifica la recidiva a questi microrganismi,
sia per il riscontro di ceppi resistenti che per motivi non ben conosciuti.
In quanto alla via di contagio, la principale è quella sessuale, però come
detto nella relazione, questo tipo d'infezione si è riscontrato anche in
bambine e in donne anziane che riferivano di non avere rapporti sessuali;
ciò suggerisce che la via sessuale non sia l'unica maniera di contagio.
Per evitare recidive è consigliabile anche fare il trattamento concomitante
del partner sessuale.
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Intervento del Dr. L. Perin:
esiste la possibilità che il partner maschile risulti portatore sano di
Ureaplasma Urealyticum?
Quali sono le possibilità di cura nel caso che il suddetto micoplasma sia
ormai penetrato in profondità nel tessuto vaginale creando continui
problemi di irritazioni e dolori in particolar modo nella zona della
"forchetta?"
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Risposta a cura della Dr.ssa E. Verderosa
È noto che i micoplasmi possano essere implicati anche nelle
patologie urogenitali del maschio come ad esempio uretriti, cistiti,
ecc. a volte in maniera asintomatica, provocando infezione anche nella
partner.
Quindi per evitare recidive, poiché la via sessuale è la principale forma
di contagio, è opportuno eseguire il trattamento in entrambi i partner
sessuali, anche in assenza di sintomi.
Comunque, la difficoltà del successo della terapia, risiede nel fatto che,
poiché i micoplasmi sono microrganismi intracellulari, a volte è necessario
raggiungere una adeguata MIC intracellulare per debellare questi patogeni.
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Intervento del Dr. A. De Masi
L'infezione da Ureaplasma Urealyticum può essere causa di malformazioni
congenite? |
Risposta a cura della Dr.ssa E. Verderosa
È stato dimostrato che i micoplasmi possono causare in neonati
meningiti silenti o sintomatiche ed encefaliti. Ureaplasma Urealyticum
può essere associato ad emorragie intraventricolari ed alcuni
studi dimostrano correlazione tra questo microorganismo e lo sviluppo
di polmoniti croniche neonatali.
Inoltre UU può associarsi a malattie polmonari croniche in
bambini prematuri.
E' stato descritto in letteratura un caso mortale di polmonite congenita
da Ureaplasma in un bambino nato a termine. |
Intervento dell'Inf. prof. R. Padula
Vorrei sapere che incidenza ha sul concepimento, l'eventuale cura
e la possibilità di una gravidanza, la positività all'UREAPLASMA UREALYTICUM. |
Risposta a cura della Dr.ssa
E. Verderosa
Tutti i microrganismi patogeni possono interferire sulla funzione
riproduttiva direttamente o indirettamente, impedendo sia la fecondazione
sia l'incontro tra gameti o l'impianto e pertanto l'infezione da micoplasma
può essere responsabile dell'infertilità (fra gli agenti infettivi
i micoplasmi sono al primo posto nell'infertilità maschile). Generalmente
la patogenicità del Mh e Uu è bassa ma essi hanno una capacità di
determinare una reazione immunitaria dell'ospite e di aderire al colletto
dello spermatozoo.
Da tutto ciò è facile dedurre l'importanza della identificazione di
questi microrganismi per poterli debellare, tenuto conto anche dell'alta
frequenza (in letteratura alcuni parlano del 30%) dell'eziologia infettiva
come causa di infertilità.
Per quanto riguarda la cura antibiotica, i micoplasmi sono sensibili
soprattutto alle tetracicline e macrolidi (azitromicina). Nonostante
la sensibilità all'antibiogramma però, sia per il riscontro di ceppi
resistenti sia per motivi non ben noti, spesso si ha la persistenza
o la recidiva di questi microrganismi.
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Intervento della Dr.ssa Liliana Pascucci
è consigliabile eseguire un tampone vaginale per la ricerca
di ureaplasma urealyticum e di mycoplasma hominis in tutte le gravide
al primo controllo ? o comunque innalzerrebbe troppo la spesa sanitaria
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Risposta a cura della Dr.ssa E. Verderosa
Al fine di prevenire le patologie ostetriche, puerperali ed eventuali
patologie neonatali di cui ho parlato nella relazione, sarebbe opportuno
eseguire in gravidanza, assieme al tampone vaginale di base, la ricerca
dei suddetti micoplasmi urogenitali.
È vero però che questa ricerca innalzerebbe la spesa
sanitaria, ma se pensiamo all'influenza rilevata in relazione alla
salute della donna gravida e puerpera e del futuro nascituro, ci sembra
opportuno effettuare anche la ricerca per i micoplasmi. |
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