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| Risultati L’esame isteroscopico č risultato agevole in tutti i casi eseguiti ambulatorialmente; non si sono registrate complicazioni; in 1 caso la paziente ha avuto segni clinici di una iniziale reazione vagale al termine dell’indagine, č stato praticato il massaggio del seno carotideo ed č stato monitorato il polso e la pressione arteriosa per 10 minuti. Nei casi eseguiti in regime di day-hospital l’anestesia č stata praticata con una soluzione di propofol in emulsione olio-acqua. Complessivamente la durata dell’isteroscopia non ha mai superato 10 minuti. (Fig.D) Pazienti con AUB ![]() Le menometrorragie (AUB) rappresentano indiscutibilmente l’indicazione piu’ frequente all'isteroscopia (Fig.D). Il curettage ampiamente utilizzato in passato nella diagnosi etiologica delle AUB č una tecnica cieca con fallimenti diagnostici che variano dal 10 al 40% e risulta valido soltanto per la diagnosi delle lesioni endocavitarie diffuse. L’isteroscopia consente invece la visualizzazione della cavita’ e la diagnosi anche di piccole lesioni focali (polipi, miomi, aree di iperplasia focale). Nei casi di AUB presi in studio(n=31; pari al 51.66%), di cui 16 con ecografia transvaginale sospetta per alterazioni della rima endometriale, la patologia endouterina č stata presente in 19 casi (65.51%): 7 polipi endometriali, 5 miomi (di cui 1 caso associato ad adenomiosi con atipie), 3 polipi del canale cervicale con impianto a livello del terzo superiore del canale, 4 iperplasie endometriali. In 17.24% (n=5) il sanguinamento uterino anomalo č stato associato ad ipo-atrofia endometriale, mentre gli aspetti disfunzionali di endometrio proliferativo sono stati presenti in solo 5 casi. Pazienti asintomatiche con ecografia sospetta (alterazioni della rima endometriale ) In 14 casi (23.33%) la paziente, asintomatica, veniva sottoposta all’isteroscopia in seguito ad una ecografia transvaginale che rilevava alterazioni della rima endometriale (vedi Fig.D). In ben 8 casi (57.14%) l’indagine isteroscopica ha evidenziato una patologia uterina: 5 polipi endometriali, 2 iperplasie ghiandolari e 1 mioma sottomucoso; i falsi positivi ecografici riguardavano 3 casi di rima ispessita dovuta in realta’ non alla presenza di una patologia endometriale bensi’ a 2 casi di sinechie fibromuscolari e 1 caso di utero setto corpale, sullo sfondo di un endometrio atrofico, regolare, mentre 2 miomi definiti ecograficamente come sottomucosi erano in realta’ intramurali, non interessando la cavita’. In 1 caso, quando la rima presentava ecograficamente uno spessore di 5 mm in postmenopausa, l’isteroscopia ha evidenziato una atrofia endometriale. Quindi, la presenza di una rima endometriale ispessita ecograficamente in pazienti asintomatiche rappresenta una valida indicazione alla isteroscopia in quanto accompagnata in piu’ della meta’ dei casi dalla presenza di una lesione endocavitaria. (Fig. E) ![]() Pazienti infertili L’indicazione alla isteroscopia in casi di infertilita’ fa parte di un complesso iter diagnostico essendo atta a rilevare aspetti patologici come malformazioni, sinechie, polipi e miomi sottomucosi, eliminando gli artefatti della metodica radiologica indiretta (isterosalpingografia). Inoltre consente lo studio degli osti tubarici e il passaggio di CO2 attraverso il lume, fornendo informazioni indirette sulla pervieta' tubarica prossimale. Negli 8 casi di infertilita’studiati, l’isteroscopia ha evidenziato in 2 casi una iperplasia ghiandolare semplice, in 1 caso una irregolare stimolazione dell'endometrio e in 1 caso un mioma sottomucoso G2 ( con componente intramurale >50%). Concordanza isteroscopia-istologia L’esame istologico completa l’indagine isteroscopica ed č stato eseguito routinariamente; in 3 casi di atrofia endometriale diffusa in pazienti menopausali, il prelievo endometriale ha dato esito a materiale insufficiente. La concordanza tra referto isteroscopico ed esame istologico è stata complessivamente dell' 82.60% . |
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| Quadri Isteroscopici |
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